Se frequenti le sagre, probabilmente li hai già incontrati.
Magari senza accorgertene.
Li trovi seduti ai tavoli, lungo i sentieri, vicino alle piste da ballo, tra i mercatini o appoggiati a una transenna mentre osservano una gara improbabile organizzata in qualche borgo di montagna.
Sono i Sagronauti.
Non una vera associazione.
Non un club esclusivo.
E nemmeno dei supereroi.
Sono semplicemente persone come te, persone che vivono le sagre con curiosità, passione e voglia di stare insieme.
Dopo oltre vent’anni passati a visitare feste paesane, ci siamo accorti che esistono tanti modi diversi di essere Sagronauti.
Così abbiamo deciso di dare loro un volto e ovviamente… un’anima.
Il Sagronauta Vecchia Scuola
Arriva spesso prima degli altri.
Conosce i volontari per nome.
Ha una macchina fotografica al collo, una sedia pieghevole sempre pronta e una memoria piena di racconti.
Sa dirti dove si mangiava meglio vent’anni fa, quale orchestra faceva ballare mezzo Friuli e quale festa non esiste più.
Per lui una sagra è prima di tutto una storia da ricordare.
La Sagronauta Esploratrice
È quella che legge ogni programma fino in fondo.
Non si ferma al menù.
Vuole scoprire cosa c’è dietro.
Una passeggiata naturalistica, una mostra fotografica, un laboratorio, una tradizione locale o un angolo nascosto del territorio.
Per lei ogni festa è un piccolo viaggio.
Il Giovane Sagronauta
Corre.
Letteralmente.
Tra un torneo, una gara tra borghi, una pedalata, una partita improvvisata o una sfida organizzata dagli amici.
Arriva a casa con le ginocchia sbucciate, qualche foto nel telefono e spesso una storia da raccontare.
Per lui la sagra è sporte e avventura.
Il Sagronauta Meccanico
Lo riconosci subito.
Potrebbe fermarsi per guardare un trattore storico, un motore d’epoca, una trebbiatrice o un raduno di camion.
Ama le feste dove si sente ancora il profumo della terra, delle officine e del lavoro fatto con le mani.
Per lui la sagra è autenticità.
E tu che Sagronauta sei?
Forse ti sei riconosciuto in uno di loro.
Oppure in più di uno.
Perché in fondo i Sagronauti non sono personaggi.
Sono persone vere.
Sono quelli che si fermano a parlare con i volontari.
Sono quelli che tornano ogni anno nella stessa festa.
Sono quelli che scelgono una strada più lunga pur di passare davanti a un tendone illuminato.
In fondo, dopo aver raccontato più di mille sagre, abbiamo capito una cosa.
Le sagre non sono fatte soltanto di piatti, orchestre e tendoni.
Sono fatte soprattutto dalle persone che le vivono.
I Sagronauti.
Benvenuti a bordo.
PS
E c’è un’ultima cosa che vale la pena sapere.
I Sagronauti non esisterebbero senza le persone che, in questi anni, hanno scelto di sostenere Anteprima Sagre.
Perché raccontare le feste richiede tempo, chilometri, fotografie, articoli, aggiornamenti e tanta passione.
Dal 2003 continuiamo a farlo perché crediamo che dietro ogni sagra ci sia qualcosa di prezioso: volontariato, tradizioni, amicizie, comunità e territorio.
Se anche tu pensi che questo patrimonio meriti di essere raccontato e conservato, puoi diventare Sagronauta a tutti gli effetti sostenendo il progetto con una piccola donazione libera.
Ogni contributo, piccolo o grande che sia, ci aiuta a continuare il viaggio.
Perché le sagre passano.
I ricordi restano.
E qualcuno deve continuare a raccontarli.
Buona strada, Sagronauta.

